Lavorare da casa: pro e contro

Alessandra Aghilar

Dopo aver avuto mio figlio Giovanni, ho perso il lavoro nell’azienda in cui lavoravo da ormai tre anni. All’inizio ho preso con positività la cosa, pensando che avrei avuto tempo di dedicarmi lui e poi, dopo un anno, rimettermi a lavorare.

Avevo sempre lavorato nel mondo della moda e della cosmesi, come Product Manager, avendo anche un certo livello di responsabilità. Ma quando ho deciso di rimettermi alla ricerca di lavoro, ogni intervista, ogni colloquio seguiva sempre lo stesso copione: tutto bene finché non dicevo di aver un bambino e per di più da mamma single (e no, non era una mia scelta dirlo, mi veniva espressamente richiesto). A quel punto vedevo ripetersi sempre lo stesso “clic” nello sguardo del mio intervistatore. Era come se la maternità ai loro occhi avesse ridotto la mia capacità intellettiva. 

È stato molto difficile rimettermi in gioco e l’ho dovuto fare ricominciando da zero e in un’area che non era prettamente la mia. Ma che avevo imparato a conoscere grazie al mio hobby, il mio blog. 

Adesso sono quasi quattro anni che lavoro da casa come Social Media Specialist, occupandomi dei contenuti dei canali social di alcune aziende e brand. E scrivendo per il mio blog e anche per questo magazine.

Com’è lavorare da casa? Me lo sono sentito chiedere spesso in questi anni. E ho pensato di scriverne un post. Perché se è vero che ha certamente i suoi aspetti positivi – flessibilità negli orari e maggiore presenza per mio figlio in primis, non mancano anche quelli negativi (nessun collega con cui scambiare una chiacchiera e la pila dei panni sporchi che è sempre lì a fissarti sono quelli che mi vengono subito in mente).      

Ogni volta che mi viene chiesto del mio lavoro, in realtà, tutti pensano solo al lato bello della cosa e mi pare evidente che visto dall’esterno possa sembrare molto più “facile” del doversi svegliare presto la mattina, prepararsi e correre in ufficio (cosa che peraltro a me, come a tante altre mamme che lavorano da casa, non è risparmiata, perché comunque devo accompagnare mio figlio a scuola entro le nove). 

Pro e contro del lavoro da casa

I PRO 

Flessibilità

Una doverosa premessa: non tutti i lavori in telelavoro sono uguali. La maggior parte delle persone che conosco che fanno questo genere di lavoro hanno la possibilità di gestire in autonomia come e quando lavorare, nel rispetto delle scadenze. Quindi con un focus maggiore sulla produttività, più che sull’orario. 

La flessibilità di lavorare da casa va, poi, ben oltre le ore e i progetti. Io posso scongelare il pollo per cena in un attimo o avviare una lavatrice durante la pausa pranzo. 

Il tempo per la famiglia e se stessi

Lavorando da casa si ha la possibilità di passare molto più tempo con la propria famiglia e soprattutto con i propri bambini. Riesco a portare a scuola sempre mio figlio e vado a riprenderlo io, ogni pomeriggio. 

Posso allenarmi la mattina presto o portare il cane a fare un passeggiata. Posso incastrare nella mattinata un appuntamento per andare dall’estetista o dal parrucchiere.

Se mio figlio è malato riesco a prendermene cura molto più facilmente, potendo essere presente. 

E questo porta ad un altro importante vantaggio.

Ridurre il costo dell’assistenza ai bambini.

Riuscendo ad occuparmi io del bambino riesco a risparmiare in termini di costi di baby sitter o dopo scuola. Su questo tema, però, torneremo anche nei contro e nei suggerimenti per un più efficiente approccio al telelavoro. 

Lavoro e carriera

In termini di carriera e lavoro, tra i pro sicuramente considero la libertà, l’indipendenza, l’evitare il traffico e la politica d’ufficio. Oltre che, naturalmente, la possibilità di lavorare da qualsiasi luogo.

I CONTRO

La mancanza di interazione tra adulti

Può essere travolgente, isolante e deprimente a volte lavorare da casa, da sola, senza parlare con altri adulti. 

Un modo per ovviare a questo problema è avere videoconferenze su Skype con i colleghi e comunicare utilizzando gruppi di messaggi istantanei.

Essere sempre disponibile per i figli

La parte peggiore – proprio come la parte migliore – è essere sempre disponibile per i propri figli. L’aspettativa è che, visto che sei a casa, sia sempre tu ad occuparti di loro.

Considerarlo un contro è più che altro un avvertimento: chi lavora da casa trascorre molto tempo insieme, in particolare negli anni che precedono l’ingresso scolastico e durante l’estate. Questo può portare al burnout. È il vecchio problema della qualità rispetto alla quantità di tempo.

Se Giovanni è a casa con me, sa che se devo lavorare deve giocare soprattutto da solo. E provo a ritagliarmi delle pause per me e per lui.

Carriera 

L’avanzamento di carriera potrebbe non essere così facile. C’è un po’ di verità nel vecchio adagio: lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Bisogna fare un piccolo sforzo in più per rimanere in contatto con colleghi e capi. La comunicazione costante è essenziale perché mostra al tuo capo e ai tuoi clienti che sono in cima ai tuoi pensieri. Rispondere tempestivamente alle e-mail e inviare aggiornamenti regolari ai capi sui progetti su cui stai lavorando può essere di grande aiuto. 

Impostare dei confini 

Alcuni giorni resto letteralmente impantanata nelle faccende domestiche, o passo la mattinata a fare commissioni o viaggi last-minute dal medico/farmacia/comune, etc etc. Anche se posso recuperare le ore a mio piacimento, può capitare che io riesca a rimettere mano al computer solo dopo che Giovanni è andato a dormire. Per questo può essere utile “fissare” degli orari.

Come rendere più piacevole ed efficiente il lavoro da casa?

Ecco alcuni piccoli consigli!

Come dicevo all’inizio del post, io sono costretta ad alzarmi, vestirmi, truccarmi e uscire prima di cominciare a lavorare perché devo portare il bambino a scuola. Ma consiglio a chi ha un aiuto per l’accompagnamento dei bambini a scuola o per chi lavora con i bambini in casa, di fare la stessa cosa. Doccia, vestiti e trucco. Nessuno ha mai preso il controllo del mondo in pigiama! 😉

Se potete, mandate i bambini all’asilo, anche se solo per poche ore. Si riesce a lavorare molto di più senza qualcuno che ti chiede continuamente qualcosa…  

Ignorate le faccende domestiche. Io, ad esempio, avvio la lavatrice prima di portare Giovanni a scuola e la stendo al rientro o in pausa pranzo. 

Create un “luogo” per il lavoro in casa. Io ho un piccolissimo home office accanto al letto (anche se può capitare che lavori in sala, lo confesso). Una piccola scrivania, una sedia comoda, stampante e mac. Fare spazio in casa è fondamentale per la produttività e la capacità di concentrazione.

È importante che la famiglia capisca che lavorare da casa è esattamente come farlo fuori da casa. Non devono aspettarsi che tu molli tutto perché tanto sei lì.

E soprattutto, non bisogna sentirsi colpevoli. Questa è la parte più difficile per noi mamme. Quando sei un genitore, hai sempre la sensazione che tu debba sempre occuparti dei bisogni di tuo figlio anche se hai un lavoro. È importante ricordare a se stessi le ragioni per cui si lavora e come ne sta beneficiando tutta la famiglia.