“COSA?,QUANDO?,QUANTO?, COME?” | Acqua

Dott.ssa Beatrice Margani

Approfitto della stagione estiva per parlarvi dell’acqua, fondamentale con le alte temperature! Tanti non la considerano un vero e proprio alimento, ma come tale la dovremmo considerare. Se ci pensate è messa alla base di tutte le piramidi alimentari, quindi è il presupposto per una alimentazione sana ed equilibrata oltre che di uno stile di vita corretto!! Gli italiani sono i principali consumatori di acqua minerale al mondo, io aggiungo “per fortuna”, con 180L a testa all’anno.

COSA?Prima di tutto vediamo come classificare i diversi tipi di acqua a nostra disposizione.

ACQUE TRATTATE: hanno subito un processo di modifica delle caratteristiche batteriologiche, chimiche e fisiche.

  1. rubinetto
  2. purificata

In passato si poteva fornire solo attraverso l’acquedotto, oggi invece possono essere vendute in bottiglie o boccioni

ACQUE NON TRATTATE: sgorgano dalla sorgente e sono imbottigliate direttamente (bottiglie di 2l massimo), senza subire nessun trattamento che cambi il loro microbismo o biochimismo naturale.

  1. acque minerali: sono regolamentate da una normativa specifica, perché hanno caratteristiche peculiari. Origine profonda, purezza originaria, modalità di conservazione, tenore specifico in sali minerali e oligoelementi ed effetti sulla salute.
  2. acque di sorgente: hanno origine profonda come le minerali, ma hanno parametri chimico-fisici paragonabili a quelli delle acque di rubinetto, quindi non possono vantare proprietà salutistiche, non è obbligatoria la composizione in etichetta e si possono imbottigliare in recipienti superiori ai 2l.

In Italia si possono imbottigliare sia le acque di acquedotto che quelle di sorgente che quelle minerali. Ovviamente cambiano le loro proprietà e le indicazioni che troviamo sulle etichette.

Vediamo quindi le caratteristiche delle ACQUE MINERALI

  • Sono riconosciute dal Ministero della Salute (studi idrogeologici, analisi chimico-fisiche e batteriologiche, sperimentazioni clinico-farmacologiche)
  • La commercializzazione è autorizzata dalla Regione (idoneità degli impianti e delle captazioni, processo di imbottigliamento)
  • Dato che nasce pura e arriva al consumatore così com’è possiamo considerarla il prodotto “biologico” per eccellenza e dato che sgorga sempre dallo stesso posto anche di denominazione di origine controllata D.O.C.G.
  • Controlli: dovrebbero essere severi e continui per controllare eventuali inquinanti organici e inorganici, la costanza di composizione, la provenienza da bacini protetti da inquinamento.
  • Parametri chimico-fisici: sono più restrittivi di quelli delle acque potabili
  • Trattamenti di disinfezioni: assenti, consentiti solo con aria arricchita in O3
  • Mineralizzazione: è dovuta al loro passaggio sotterraneo che le porta a contatto con certi elementi minerali, più è lungo il percorso tanto più sarà mineralizzata l’acqua, le diverse tipologie in commercio hanno vari mix di oligoelementi e sali minerali che sono come impronte digitali delle acque (in Italia ne troviamo in commercio oltre 250). BICARBONATE: bicarbonati superiore a 600mg/l, SOLFATE: solfati superiore a 200mg/l, CALCICHE: calcio superiore a 150 mg/l, MAGNESIACHE: magnesio superiore a 50 mg/l, FLUORATE: fluoro superiore a 1,0 mg/l, FERRUGINOSE: ferro bivalente superiore a 1,0 mg/l, CLORURATE: cloruri superiori a 200 mg/l, SODICHE: sodio superiore a 200 mg/l, POVERE DI SODIO: sodio minore a 20 mg/l, ACIDULE: se CO2 libera è superiore a 250 mg/l
  • Durezza: è espressa dal contenuto in calcio e magnesio ed è espressa in gradi francesi, dolci fino a 15°F, medio-dure 15°-35°F, dure oltre i 35°F
  • Microbiologicamente pura: indica l’assenza di microrganismi nocivi e di contaminazione fecale, ma non la sterilità.
  • Acqua gassata se è aggiunta anidride carbonica oppure naturalmente effervescente se contiene alla sorgente valori superiori a 250mg/L, hanno carica microbica inferiore perché l’acido carbonico che si forma contrasta lo sviluppo di alcuni batteri

QUANDO?Bisognerebbe bere nel corso di tutta la giornata, cominciando la mattina a digiuno e continuando tutto il giorno e non solo ai pasti. Per chi beve poco un trucco è quello di tenere un bicchiere sul lavandino del bagno e bere ogni volta che c’è una minzione in modo da non interrompere mai il ciclo. Oppure tenere una bottiglia o più bottigliette da bere nel corso di tutta la giornata in modo da controllare quando si beve realmente. Oggi esistono anche delle app che ricordano quando e quanto bere!!

  • Con la sete è meglio bere acqua perché essa è la bevanda più dissetante e con il maggior potere idratante e non ha calorie.
  • Le bibite, che contengono: zuccheri, caffeina, teina…caricano il corpo di calorie, sostanze diuretiche, stimolanti il sistema nervoso o cardio-vascolare, piuttosto che depurarlo o reidratarlo come fa l’acqua
  • L’ideale sarebbe bere l’acqua a temperatura ambiente e non bisogna mai bere acqua gelata. Bere a piccoli sorsi, a più riprese, mai in fretta

COME?Qui nel come vi indico le diverse tipologie di acque minerali in quali casi sono indicate, anche perché è credenza comune che quanto più un’acqua sia leggera e povera di Sali tanto sia migliore rispetto ad acque più dure e/o più ricche di sali, non è così!! Infatti: non esiste un’acqua ideale ma l’acqua più indicata alle esigenze di ciascuno di noi o l’acqua che maggiormente incontra il nostro gusto personale.

  • Un soggetto sano può bere qualsiasi acqua  e scegliere quella che meglio si adatta al suo stile di vita. Conviene comunque  variare: acqua più mineralizzata d’estate quando si suda maggiormente o quando l’attività fisica è più intensa.
  • I nitrati sono indice d’ inquinamento e precursori di sostanze cancerogene. La normativa ammette un limite di 45 mg/l e per gestanti e bambini si raccomandano valori inferiori a 10 mg/l
  • Per le diete ipocaloriche è consigliata acqua non gassata per evitare il possibile stimolo provocato dall’anidride carbonica sulla secrezione e sulla motilità gastrica e il rischio di stimolare l’appetito. Per l’acqua gassata non esistono vere e proprie controindicazioni; andrebbe evitata da chi soffre di meteorismo e di fermentazioni intestinali (potrebbe causare gonfiore) o chi già ha una ipersecrezione gastrica farebbe meglio a evitare le bollicine (gastrite, reflusso, ernia jatale), per tutti gli altri non ci sono problemi.
  • acque dure: sconsigliate a chi soffre di calcoli renali, consigliate nei casi di osteoporosi (contribuiscono quanto latte e latticini se non di più all’apporto di calcio), utili in caso di malattie cardiovascolari
  • “minimamente mineralizzata”: residuo fisso non superiore a 50 mg/l, stimola la diuresi, indicata per la ricostituzione del latte e alimenti in polvere dei neonati.
  • “oligominerale”o “leggermente mineralizzata”: residuo fisso non superiore a 500 mg/l, favorisce la diuresi, contiene poco sodio, quindi è indicata per problemi dell’apparato uro-escretore e ipertensione.
  • “mineralizzata”: residuo fisso compreso tra 500-1500 mg/l, utile d’estate e per lo sport, perché reintegra i liquidi ed i sali minerali persi con la sudorazione ed è indicata per disordini funzionali dell’apparato gastro-enterico.
  • “ricca di sali minerali”: residuo fisso superiore a 1500 mg/l, è un’ acqua con composizione salina anomala, da bere sotto controllo medico, indicata per stati di carenze minerali specifiche.
  • Per favorire la digestione conviene scegliere le acque bicarbonato calciche a residuo medio-alto: influiscono sui disturbi digestivi per l’effetto tampone svolto sullo stomaco e per l’azione stimolante la motilità intestinale e la secrezione biliare.
  • Le acque salso-solfate, solfato-calciche ed anche talune bicarbonato-calciche, agendo sulla velocità di transito intestinale e sulla escrezione degli acidi biliari con le feci, hanno un’azione ipolipemizzante e possono contribuire ad una riduzione del colesterolo.
  • Nei disordini funzionali delle vie biliari sono indicate le acque solfate: determinano un aumento della produzione della bile nella sua componente acquosa, fluidificandola.
  • Le acque ferruginose sono indicate nei casi di anemia sideropenica.
  • Un basso apporto di sale è alla base di ogni dieta prescritta ad un soggetto iperteso. In questo caso è opportuno utilizzare acque con meno di 20 mg/l di sodio
  • Per l’intestino pigro il trattamento richiede, oltre a un costante apporto di fibre, un’acqua ricca di sali, in particolare solfati e magnesio.
  • Le acque ricche di fluoro hanno un’azione positiva sui denti. Acque troppo ricche di fluoro, tuttavia, possono dare problemi. Un uso prolungato di acque contenenti oltre 1,5 mg/l di fluoro può essere controproducente (potrebbe causare una fluorosi). Dal 2004 la legislazione vigente ha disposto, per le acque che superano tale limite, di riportare l’avvertenza in etichetta
  • Bambini: minimamente mineralizzata quando serve per la ricostruzione del latte in polvere. Oligo e mediominerale, preferibilmente bicarbonato-calcica, per il normale apporto idrico. Importante che il contenuto di nitrati sia inferiore a 10 mg/l.
  • Anziani: l’importante è bere, vista la tendenza a non sentire il richiamo della sete. Il tipo di acqua può variare a seconda delle affezioni presenti. In linea di massima vanno privilegiate acque oligo e mineralizzate, bicarbonato-calciche, a basso contenuto di sodio.
  • Gravidanza: acqua oligominerale con residuo fisso non superiore a 200 mg/l, da alternare con un’acqua a media mineralizzazione(con RF di almeno 500 mg/l), calcica e/o ferruginosa, sempre con bassi valori di nitrati (al di sotto di 10 mg/l).
  • Allattamento: acqua oligominerale alternata con una a media mineralizzazione, preferibilmente calcica e/o ferruginosa e con nitrati non superiori a 10 mg/l.

QUANTO? 

  • E’ fondamentale mantenere il corpo in stato di buona idratazione poiché l’acqua interviene in tutti i processi metabolici del nostro organismo.
  • Per calcolare il bisogno idrico giornaliero in condizioni sedentarie è sufficiente applicare una semplice formula: peso corporeo x 0,03. Per esempio una persona di 80 Kg dovrà bere ogni giorno almeno 2,4 litri di acqua (80 x 0,03 = 2,4).  In linea di massima teniamo presente un totale di 1,5-2l per una persona in salute e si possono sempre controllare i LARN per bambini, adolescenti e anziani.
  • In caso di attività fisica è necessario aggiungere alla quantità calcolata uno o due bicchieri d’acqua per ogni ora di attività svolta.

CONSIGLI D’USO

  • Conservare la bottiglia al riparo dalla luce e da fonti di calore, in luogo fresco, asciutto, pulito e privo di odori (per impedire la crescita microbica e l’alterazione delle caratteristiche organolettiche).
  •   Una volta aperta, richiudere la bottiglia con cura per conservare le caratteristiche originarie dell’acqua.
  •   Al ristorante richiedere che la bottiglia venga presentata nella confezione originale, sigillata e che sia aperta davanti al consumatore.
  •   Evitare assolutamente l’aggiunta di ghiaccio all’acqua che, da un lato ne altera il gusto e, dall’altro, ne può contaminare la purezza originaria.

Ci sono 10 commenti

  1. letizia
    21 luglio 2017 alle 10:17

    La ringrazio dottoressa sto cercando di bere tanto almeno un litro di acqua al giorno lontano dei pasti disolito mi faccio acqua e Limone! A presto! 🙂 🙂

    Rispondi
    1. Dott.ssa Beatrice Margani
      24 luglio 2017 alle 15:08

      Brava letizia.
      A presto

      Rispondi
  2. Elena
    21 luglio 2017 alle 11:36

    Gentile Dott.ssa, ha dato moltissime indicazioni che mi sfuggivano, pur essendo molto attenta alla questione “ACQUA” sia con me che con i bimbi.

    Grazie per la dritta sulle tabelle LARN, che non conoscevo. I miei bimbi di 2 e 7 anni sono dei grandi “bevitori” di acqua (le bibite gasate neppure le bevono (non le compro mai e non le vogliono neppure provare), perchè gli ho abituati a bere fin da piccolissimi.

    Erroneamente pensavo che, in linea generale, fossero sempre da privilegiare, soprattutto per i bimbi , le acque a basso residuo fisso. E invece, no.

    Io ne bevo più di 2 di litri al giorno….(acqua e tisane o infusi non zuccherati ma aromatizzati da limone/zenzero/lime/menta), ma è un esigenza naturale che assecondo, per cui non credo sia sbagliato.

    I suoi articoli si leggono sempre con piacere.

    Elena

    Rispondi
    1. Dott.ssa Beatrice Margani
      24 luglio 2017 alle 15:11

      Cara elena,
      mi fa piacere averti dato dell informazioni utili. Erroneamente e spesso a causa della pubblicità, si pensa che si debba preferire sempre un’acqua leggera. Per i bimbi le acque oligominerali vanno benissimo per ricostituite formule lattee e pappe, poi, mano a mano che crescono le esigenze cambiano.
      Buona giornata

      Rispondi
  3. Valentina
    22 luglio 2017 alle 1:48

    Cara dottoressa, sorge una domanda: in definitiva, l’acqua del rubinetto è da bandire? Dipende dall’acquedotto? Avere un depuratore farebbe la differenza?
    Grazie

    Rispondi
    1. Dott.ssa Beatrice Margani
      24 luglio 2017 alle 15:18

      Buongiorno Valentina,
      le acque di acquedotto non sono da bandire. Sono acque potabili e sicure da un punto di vista microbiologico perché sono trattate.
      La loro sicurezza e la loro composizione dipende moltissimo da zona a zona e da quanti controlli vengono fatti.
      Personalmente consiglio sempre le acque in bottiglia per i bambini e per chi ha problematiche particolari, mentre un adulto in buona salute può bere anche quella di acquedotto. Una buona strategia può essere quella di alternare i due tipi tenendo l’acquedotto fuori pasto e quella in bottiglia invece a tavola durante i pasti.
      Nel campo dei depuratori ci sono molte variabili, in alcuni casi si rischia di bere acqua demineralizzata completamente e questo non va per niente bene. Oppure se la manutenzione dei filtri non è fatta in maniera corretta ci può essere contaminazione batterica o fungina (non sono una grossa sostenitrice…).
      A presto

      Rispondi
  4. Camilla
    27 luglio 2017 alle 18:00

    devo dire che non sapevo molte cose,ottimo post.

    Rispondi
    1. Dott.ssa Beatrice Margani
      27 luglio 2017 alle 23:28

      Grazie ancora Camilla!

      Rispondi
  5. virginia
    13 agosto 2017 alle 17:01

    oddio pensavo che il residuo fisso fosse indice di negatività, più era alto e peggiore fosse la qualità di quell’acqua! grazie

    Rispondi
    1. Dott.ssa Beatrice Margani
      14 agosto 2017 alle 16:24

      Ciao Virginia!!Sono contenta di averti fatto scoprire qualcosa di nuovo!
      Proprio come ho cercato di spiegare…non per forza è così,ci sono situazioni (bambini, calcolosi renale ecc.) in cui va scelta un’acqua a residuo basso, altre no!
      Basta un po’ di attenzione e di informazione corretta
      A presto

      Rispondi

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