PSICOLOGO, PSICHIATRA, ANALISTA, PSICOTERAPEUTA, COACH: CHI SONO, COSA FANNO E COME ORIENTARSI.

Dott.ssa Annalisa Amadesi

Per prima cosa mi presento: mi chiamo Annalisa Amadesi, sono Psicologa, Psicoterapeuta e Sessuologa.

Seguo il blog di Federica da anni e ho pensato che potesse essere interessante inserire, tra i vari contenuti, anche qualcosa che riguardasse il benessere emotivo delle persone.

Qui si parla di moda, di arredamento, di beauty, ma anche di nutrizione e di benessere fisico e, dato che il corpo e la mente sono due facce della stessa medaglia, ecco il perché della mia “presenza”.

Non vorrei però riempire lo spazio a mia disposizione di etichette, diagnosi o “cure”, non voglio risultare troppo “tecnica”, piuttosto vorrei offrire il mio punto di vista e le mie riflessioni, ovviamente sulla base delle competenze e delle conoscenze che mi appartengono.

Vorrei che si aprissero degli interrogativi, mi piacerebbe che faceste delle domande rispetto a che cosa desiderereste leggere ed approfondire.

Ho deciso di iniziare con un post dedicato alle professioni definite “di aiuto”: nonostante si parli tanto o si guardino film o serie tv in cui magari compare uno “strizzacervelli” c’è ancora molta confusione rispetto al chi fa che cosa e al come lo fa.

Spesso vengo definita come un’analista, ma non lo sono; altre volte mi chiedono se posso prescrivere psicofarmaci, ma non lo posso fare.

Cercherò quindi di illustrarvi brevemente le differenze tra psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista & co.

Lo PSICOLOGO è un professionista che ha conseguito la Laurea in Psicologia dopo cinque anni di studi universitari, ha svolto poi un tirocinio obbligatorio sotto la supervisione di Psicologi “esperti” e ha sostenuto l’Esame di Stato necessario per iscriversi all’Albo degli Psicologi della propria regione.

A questo punto lo Psicologo può cominciare ad esercitare la libera professione.

Gli ambiti di intervento riguardano la diagnosi, la prevenzione oppure la ricerca in ambito psicologico; nello specifico, lo Psicologo può svolgere colloqui di sostegno psicologico o di diagnosi, ma non può né prescrivere farmaci né svolgere la Psicoterapia.

Lo PSICOTERAPEUTA è uno Psicologo oppure un Medico che ha frequentato una scuola di specializzazione quadriennale per ottenere il diploma di Psicoterapeuta. Durante gli anni di formazione ha svolto un tirocinio sotto la supervisione di uno Psicoterapeuta esperto.

Ci tengo a sottolineare che lo Psicoterapeuta è l’unica figura riconosciuta dallo Stato che può fornire il servizio di Psicoterapia.

Veniamo ora a quello che, ad esempio, io non sono.

Io non sono una Psicoanalista.

Lo Psicoanalista è uno psicoterapeuta il cui orientamento teorico e pratico viene definito Psicoanalisi; tale approccio, che credo abbiate sentito nominare spesso, deriva dal lavoro di Sigmund Freud e dei suoi seguaci. Anche in tal caso, se alle spalle non c’è una Laurea in Medicina, ma in Psicologia, lo Psicoanalista non può prescrivere psicofarmaci.

Chi può fare questo è invece lo PSICHIATRA: tale figura professionale si è laureata in Medicina e si è successivamente specializzata in Psichiatria.

Rispetto alle modalità di trattamento, lo Psichiatra, a differenza dello Psicoterapeuta o dello Psicoanalista, considera i disturbi mentali come derivanti da uno squilibrio biochimico a livello del sistema nervoso centrale; è per questo motivo che la principale cura dello Psichiatra è di tipo farmacologico.

In alcuni casi è utile che vi sia una collaborazione attiva tra Psichiatra e Psicologo/Psicoterapeuta rispetto agli stessi individui, al fine di ottenere un miglioramento più completo ed efficace.

Infine, al giorno d’oggi, si sente sempre più spesso parlare di COUNSELLOR o di COACH: vediamo di che cosa si occupano.

Il COUNSELLOR è una persona che aiuta “il cliente” ad attivare le proprie risorse personali affinchè si riesca a risolvere un problema che sta creando un disagio. L’attività di Counselling non va pertanto confusa con quella dello Psicologo o Psicoterapeuta che utilizzano strumenti e tecniche specifiche per aiutare le persone a guarire o a migliorare la propria vita.

Il COACH si differenzia ulteriormente dalle altre figure da me citate perché non si occupa della cura di disturbi o del sostegno emotivo in particolari momenti della vita, bensì dell’aiutare le persone a sviluppare i propri talenti al fine di raggiungere determinati obiettivi, ad esempio in ambito professionale, sportivo o educativo.
QUANDO PUO’ ESSERE UTILE CHIEDERE AIUTO AD UNO PSICOLOGO O PSICOTERAPEUTA?

Può capitare a tutti noi, nel corso della vita, che un problema ci affligga e che ci sembri quasi insormontabile. Possiamo allora sentirci molto tristi, o arrabbiati e ci sembra di non possedere i giusti “strumenti” per uscire dal disagio che stiamo vivendo; ecco allora che, in questo caso, può essere utile farsi dare una mano e le motivazioni possono ad esempio riguardare:

  • Difficoltà nelle relazioni di coppia, familiari, lavorative o amicali;
  • Avvertire un forte blocco nel perseguire un obiettivo per noi importante;
  • Sofferenza nell’affrontare una separazione coniugale e/o nella gestione dei figli;
  • Ansia, depressione, fobie, disturbi alimentari, disturbi sessuali, disturbi del sonno, disturbi psicosomatici etc;
  • Profonda sofferenza nel superare un lutto;
  • Desiderio di conoscersi meglio e di sviluppare una maggiore consapevolezza circa il proprio funzionamento emotivo e cognitivo al fine di vivere più serenamente.

Spero di avervi chiarito un po’ le idee sul “mondo psi” del quale sono contenta di far parte, sentitevi libere di farmi altre domande, sarò felice di rispondervi.

Ci sono 25 commenti

  1. letizia
    2 maggio 2017 alle 10:28

    Benvenuta nel team 🙂 dott. ssa Annalisa

    Rispondi
    1. Annalisa
      2 maggio 2017 alle 12:04

      Grazie mille Letizia!

      Rispondi
  2. Martina
    2 maggio 2017 alle 11:02

    Una rubrica molto utile! Ma io avrei una domanda: all’atto pratico che differenza c’è tra psicoterapia e psicoanalisi, in altre parole: in quali casi è meglio affidarsi a una o all’altra? e cosa devo aspettarmi, in termini di approcio e di terapia, se vado da uno psicoterapeuta, e cosa invece se vado da pure da uno psicanalista?

    Rispondi
    1. Annalisa
      3 maggio 2017 alle 11:07

      Ciao Martina! Grazie per il tuo commento.
      Le tue domande aprono uno scenario molto vasto, potrei dedicare a questo un post specifico.
      In linea generale posso dirti che la psicoanalisi è un tipo di psicoterapia che si focalizza molto sulle esperienze infantili, sull’inconscio, sull’analisi dei sogni.. è un lavoro profondo piuttosto lungo, adatto a diverse patologie o difficoltà.
      È difficile dire cosa sia più adatto a una persona o a un’altra.. l’ideale credo sia informarsi rispetto ai diversi orientamenti esistenti e decidere in base a ciò che crediamo possa essere più “in sintonia” con noi.
      Spero di averti risposto adeguatamente, ad ogni modo scriverò un post che illustrerà meglio questi aspetti.

      Rispondi
  3. Cinzia
    2 maggio 2017 alle 11:47

    Dottoressa Alessandra la vorrei ringraziare per questo post interessante. Sono contenta che Lei sia entrata a far parte del team e che affronterà tematiche attinenti alla salute ed al benessere mentale.
    Io ho fatto un’analisi ultradecennale ed il mio analista, psichiatra/neurologo, che con me non ha mai usato farmaci, mi ha spiegato che – proprio grazie a Freud, padre della psicoanalisi – il lavoro analitico lavora sull’inconscio e, quindi, a livello molto profondo, diversamente da altre pratiche che lavorano solo sulla parte conscia della mente.
    Grazie ancora

    Rispondi
    1. Martina
      2 maggio 2017 alle 12:40

      Grazie 🙂 io ho avuto un’esperienza negativa con la psicoanalisi, in pratica la terapista non parlava, non diceva assolutamente nulla per tutta la seduta, se non che il tempo era finito. Sono andata avanti un anno poi ho interrotto, mi sembrava un assurdo spreco di soldi (tanti) e di tempo. E’ sempre così o si tratta di una scuola/corrente particolare?

      Rispondi
      1. Annalisa
        2 maggio 2017 alle 14:48

        Ciao Martina!
        Grazie a te del tuo commento e del quesito.

        Vengo alla risposta: no, non è sempre così, anzi.
        Sicuramente la psicoanalisi, rispetto ad altri approcci, prevede meno interventi da parte del terapeuta, ma conosco psicoanalisti/e che durante le sedute parlano eccome!
        A mio avviso hai fatto bene ad interrompere, più che altro perché non ti sentivi bene con quel tipo di modalità..
        magari con un’altra persona funziona, tu invece preferiresti altro.
        se hai altre domande sono qui.

        Rispondi
        1. Martina
          3 maggio 2017 alle 16:56

          Grazie dottoressa. In generale sono una persona che ha molto difficoltà ad aprirsi agli altri. Per me quale approccio sarebbe migliore? psicoterapia, psicanalisi, o altro?
          Grazie ancora.

          Rispondi
          1. Annalisa
            4 maggio 2017 alle 16:34

            Eccomi.
            Beh, la difficoltà ad aprirsi con le altre persone può essere affrontata efficacemente da entrambi gli approcci, non da uno in particolare.
            A presto!

    2. Annalisa
      2 maggio 2017 alle 14:42

      Grazie a te Cinzia dei commenti positivi, e grazie anche del tuo contributo.
      Il tuo ex terapeuta aveva ragione, la psicoanalisi lavora molto nel “profondo” e attraverso il nostro inconscio, ovvero ciò che abita dentro di noi, ma di cui non siamo consapevoli.
      Certamente altri approcci non se ne occupano in modo così approfondito, ma alcuni di questi invece lavorano sulle nostre parti inconsce attraverso altri strumenti o altre tecniche psicoterapiche.
      Grazie ancora, se hai domande o se vuoi commentare ancora mi fa piacere!

      Rispondi
      1. Cinzia
        3 maggio 2017 alle 12:19

        Grazie mille della risposta è, spero, a presto

        Rispondi
  4. Elisa
    2 maggio 2017 alle 21:40

    Buongiorno dottoressa,
    Recentemente mi è stato detto da una ginecologa di un consultorio che soffro di vulvodinia, a detta sua una cosa che parte dalla testa e che ora ha causato un’infiammazione ai nervi della vulva, che rende i rapporti dolorosi. Secondo lei io sarei sempre tesa, anche durante i rapporti, quindi mi sono causata da sola questo male, e solo io posso farlo passare. Mi sono molto sconfortata perché io sto col mio ragazzo da 7 anni, e lei dice che probabilmente se cambiassi ragazzo potrebbe risolversi tutto. Secondo me non è una cosa da dire a una ragazza di 25 anni che non conosci. Lei ha mai dovuto affrontare questo argomento con le sue pazienti? Grazie in anticipo.

    Rispondi
    1. Annalisa
      3 maggio 2017 alle 11:18

      Buongiorno a te Elisa e grazie per aver condiviso la tua esperienza.
      Io ho avuto alcune pazienti con una diagnosi di vulvodinia; è una patologia abbastanza nuova e quindi poco conosciuta, spesso i medici faticano a fare una buona diagnosi e le cause sono solitamente diverse, sia emotive che fisiologiche.
      Con le mie pazienti avevamo collegato il loro problema ad una loro tendenza al controllo, accompagnata da una fatica nel lasciarsi andare… poi ovviamente ogni persona è a sè.
      Ti è stata prescritta una cura medica specifica?
      Da quanto tempo ne soffri?

      Rispondi
      1. elisa
        5 maggio 2017 alle 1:02

        Da circa un anno sento dolore durante i rapporti. La visita l’ho fatta solo un mese fa, colpa mia lo so, tendo a rimandare qualsiasi cosa. La terapia consigliata (e che sto seguendo) è 3 mesi senza rapporti per cercare di disinfiammare i nervi, e l’assunzione di pelvilen leggero tutte le sere per questi 3 mesi, che mi è stato detto non essere un vero e proprio medicinale, più un rilassante. A breve farò il Pap test in un altro studio e chiederò un parere diverso. Quella ginecologa pur avendomi dato una risposta al mio dolore, non mi ha convinta al 100 %… sarà stato l’approccio che ha avuto…non so. Leggendo su internet ci sono storie terribili vissute da donne…io non mi ritrovo in nessuna, i miei sintomi sono molto più leggeri e concentrati solo durante i rapporti…i miei sono dei dolori fastidiosi e pungenti che vanno e vengono anche in base alla posizione…ma non così atroci come vengono descritti nelle testimonianze…quindi ho ancora qualche speranza che possa essere qualcosa d’altro…anche perché dicono che è una cosa incurabile e che la si porta dietro per sempre essendo che dipende dalla nostra testa.

        Rispondi
  5. Valeria
    4 maggio 2017 alle 12:22

    Buongiorno dottoressa, sono così affascinata dalla mente umana che starei ore ad ascoltare “esperti del settore”!
    Le faccio due domande. La prima, banale, come fare per iniziare un percorso? Cioè, come scegliere, orientarsi…?
    La seconda riguarda l’ipnosi. Una mia amica vi si è sottoposta e ne è rimasta soddisfatta. É una pratica medica ufficiale? Io sono un po’ scettica, ma per altri versi mi attirerebbe perché forse potrebbe tirare fuori dall’inconscio aspetti che “da sveglia” sarebbero filtrati dalla mia razionalità

    Rispondi
    1. Annalisa
      4 maggio 2017 alle 16:43

      Ciao Valeria,
      grazie per il tuo intervento.
      Risposto alle tue richieste:

      1) per orientarti prova a guardare, tramite internet i diversi approcci terapeutici esistenti (psicoanalisi, terapia cognitivo comportamentale, schema therapy Etc..) e cerca di capire “cosa ti ispira” di più.
      A questo punto cerca, nella tua città, o chiedi a qualche conoscente dei nominativi di psicoterapeuti che sono specializzati nel l’orientamento da te scelto.
      Altre volte il punto di partenza è il professionista, e non il suo orientamento.. semplicemente qualcuno ci ha detto che è molto in gamba, e noi ci affidiamo.. anche questo può essere un buon inizio.

      2) Io non pratico l’ipnosi, ma conosco qualche collega che la utilizza.
      È una tecnica riconosciuta e valida per auto conoscersi e per entrare in contatto con alcuni aspetti di noi e del nostro passato di cui non siamo così consapevoli.

      Se sei attratta da questa pratica puoi chiedere alla tua amica il nominativo del suo terapeuta e prendere un primo appuntamento, così da farsi un’idea e poi decidere liberamente.

      Spero di averti risposto adeguatamente.

      Se vuoi, sono qui.

      Rispondi
      1. Vale
        5 maggio 2017 alle 10:40

        Grazie Annalisa, super gentile e disponibile!

        Rispondi
  6. Giulia
    10 maggio 2017 alle 13:56

    Buongiorno dottoressa , sono una signora separata da più di dieci anni nn sono ancora riuscita a rifarmi una vita , forse nn sono ancora pronta ho sofferto molto per la separazione da mio marito . La mia domanda e’? Possibile dopo così tanti anni nn riuscire a voltare pagina andare oltre , rimanere intrappolata nei ricordi del passato? Ho fatto molte sedute psicologiche ma senza grossi risultati . Posso chiederle quale tipo di analisi mi consiglia per il mio caso? Grazie

    Rispondi
    1. Annalisa
      10 maggio 2017 alle 15:14

      Buongiorno Giulia,
      grazie per il suo intervento.
      A volte succede di restare intrappolati a un legame, a un evento doloroso perché, magari, esso va a toccare “qualche corda” sensibile dentro di noi.
      Io, in questo casi, lavoro con la “Schema Therapy” che è un tipo di psicoterapia recente che utilizza tecniche specifiche per andare a modificare i nostri “schemi” interiori in modo profondo ed efficace. È rivolta particolarmente a situazioni di blocco, come la sua per esempio.

      Lei di dov’è?

      Rispondi
      1. Giulia
        10 maggio 2017 alle 17:56

        Sono di genova

        Rispondi
        1. Annalisa
          11 maggio 2017 alle 11:18

          Se vuole conosco alcuni psicoterapeuti a Genova che utilizzano là schema therapy.
          Se è interessata le posso passare il contatto.

          Rispondi
        2. Giulia
          11 maggio 2017 alle 14:13

          Buongiorno dottoressa , posso chiederle se qui a Genova Sto arrivando! Indirizzarmi presso un collega che lavora con la schema terapy? Giulia grazie

          Rispondi
  7. Giulia
    11 maggio 2017 alle 18:27

    Si grazie per il suo interessamento

    Rispondi
    1. Annalisa
      11 maggio 2017 alle 18:43

      Le scrivo il contatto al suo indirizzo di posta elettronica!

      Rispondi
      1. Giulia
        13 maggio 2017 alle 12:18

        Grazie ho sentito la sua collega, ho preso un appuntamento grazie ancora forse e’ la volta buona giulia

        Rispondi

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