EMOZIONI: GUIDA AL LORO USO

Cosa sono le emozioni? Che importanza hanno? Come saperle gestire?

Dott.ssa Annalisa Amadesi

Molte volte mi capita di ascoltare, dentro e fuori dal mio studio, persone che si dicono:

“Devo smetterla di arrabbiarmi ogni volta!”

“Non posso sopportare la tristezza!”

“Dovrei essere più fredda!”

“A cosa serve piangere? A niente!!”

“Perché mi sento così triste?”

“Non voglio più avere paura!”.

Queste affermazioni potrebbero anche avere un senso: sarebbe tutto più semplice se non avessimo paura di niente, se fossimo sempre felici, se non capitassero avvenimenti capaci di renderci tristi.
In realtà, le emozioni, anche quelle negative, sono molto utili e negarle o reprimerle non solo non serve, ma ci rema contro. Il post di oggi ha l’intenzione di spiegarvi che cosa sono le emozioni e a che cosa servono; successivamente vorrei darvi qualche suggerimento per gestire anche quelle più “scomode”.

Andiamo con ordine: che cos’è un’emozione?
Possiamo definire le emozioni come un insieme di fattori che comprendono stati mentali e fisiologici, esperienze affettive, i quali si attivano dentro di noi in risposta ad uno o più stimoli esterni.
Ognuno di noi, quando prova un’emozione, negativa o positiva che sia, vive uno stato di attivazione generale del proprio organismo accompagnato da reazioni motorie ed espressive precise e rilevanti che, in un certo modo, ci preparano ad affrontare le situazioni che si presentano.
Ogni emozione ha una sua funzione adattiva, ma quando diviene troppo intensa può compromettere il nostro equilibrio e va dunque gestita in maniera costruttiva.

Perché le emozioni sono utili?
Capita spesso di porsi questo interrogativo: “perché mi sto sentendo in questo modo?”, specialmente quando si tratta di rabbia o di tristezza le quali, frequentemente, ci fanno sentire sconfitti, diversi, inferiori, a disagio, oppure in colpa.
Pensate invece a quando avete sete: vi chiedete il perché di tanta sete? Credo che tutti stiate pensando che no, è una cosa naturale… ho sete e cerco acqua per dissetarmi.
Con le emozioni invece, anch’esse fenomeni naturali e spontanei, tendiamo a farci tante domande e a considerarle come eccessive o scomode, addirittura da evitare o da nascondere.
Così facendo però non tuteliamo il nostro benessere: è come se evitassimo un mostro del quale abbiamo molta paura e più lo evitiamo, più il timore aumenta.
Le emozioni, incluse quelle negative, ci servono eccome!
Le emozioni modificano il nostro modo di agire: nostro malgrado, la tristezza, la paura e la rabbia modificano il nostro comportamento, per ottenere un migliore adattamento a ciò che ci circonda.

Facciamo qualche esempio:
-se qualcuno mi  infastidisce capisco che, per soddisfare il mio bisogno di tranquillità, posso distaccarmi e sentirmi quindi più sereno;
-se provo paura in presenza di una determinata circostanza, comprendo che non fa per me oppure che ho bisogno di nuovi “strumenti” per affrontarla;
-se provo interesse, gioia e curiosità nei confronti di una persona, avrò la tendenza ad avvicinarmi ad essa, per trascorrere del tempo con lei e trarne giovamento.
Ciò significa che le emozioni ci spingono ad agire in modo diverso e, in particolare, quelle negative ci segnalano che dobbiamo cercare di affrontare le situazioni in modo alternativo.

In altre parole, le emozioni ci proteggono indicandoci che le circostanze presenti non sono per noi positive e che quindi è necessario intervenire per cambiarle; così, il nostro comportamento modificato, avrà una nuova influenza sulle nostre emozioni.
Detta così sembra semplice, ma ci sono situazioni in cui ci sembra di essere in balia di quello che stiamo provando, siamo come confusi e ci sembra di non avere il controllo su nulla.

Nel prossimo post affronterò nel dettaglio come poter affrontare le emozioni negative, ma voglio lasciarvi con una piccola dritta: provate ad iniziare ad accettare e riconoscere quello che provate, dare un nome alle emozioni che viviamo ed anche attribuire loro uno specifico livello di intensità ci aiuta ad avvicinarci ad esse in maniera non giudicante… questo è il primo passo per imparare a gestirle efficacemente.

Armatevi di carta e penna e annotate ciò che vi capita in questo modo (vi mostro un esempio di fantasia perché tutto sia più chiaro):

SITUAZIONE: Il mio capo mi ha detto che ho sbagliato il lavoro che dovevo consegnarli.

PENSIERI: “Ecco, ho sbagliato ancora”, “Gli altri colleghi sono più bravi di me!”, “Sono incapace!”…

EMOZIONI PROVATE: frustrazione, tristezza, rabbia, senso di inferiorità.

La prossima volta vi spiegherò meglio le motivazioni sottostanti questo “compito” ed entreremo nel tema della gestione delle emozioni negative.
Aspetto le vostre preziose domande e i vostri commenti!

Ci sono 12 commenti

  1. letizia
    22 maggio 2017 alle 10:18

    Grazie per questo post 🙂 mi è stato molto utile dottoressa volevo consigliarle se nei prossimi post puó parlare di ansia e depressione grazie! Buona Giornata 🙂

    Rispondi
    1. Annalisa
      22 maggio 2017 alle 12:44

      Grazie a lei!

      Certo, sicuramente saranno temi che tratterò!
      Grazie del consiglio e della richiesta.

      A presto

      Rispondi
  2. Egle
    22 maggio 2017 alle 11:54

    molto utile, grazie ! buona giornata

    Rispondi
    1. Annalisa
      24 maggio 2017 alle 15:24

      Grazie a te Egle!

      Rispondi
  3. Laura
    22 maggio 2017 alle 17:42

    Grazie Dottoressa per il suo post.
    Non sembra possibile ma è proprio vero quello che dice lei, accettando le situazioni, e soprattutto accettandosi, siamo in grado di gestire al meglio tutto. Credo che sia importante anche accettare che il nostro corpo, di fronte a certe situazioni, reagisca in un determinato modo, senza spaventarsi.. Parlo così perché lo sto sperimentando su di me, in questo periodo difficile della mia vita, però credo sia il modo giusto.
    Grazie,
    Laura

    Rispondi
    1. Annalisa
      24 maggio 2017 alle 15:29

      Ciao Laura,

      grazie del tuo commento e della tua condivisione personale.
      Hai perfettamente ragione, è molto utile osservare anche il nostro corpo e le sue reazioni che, spesso, rappresentano dei segnali che ci indicano che qualcosa “non funziona” o non ci fa stare bene a livello emotivo.
      Corpo e mente (dunque anche emozioni) sono strettamente connessi ed è bene ascoltare entrambi.
      Grazie ancora e in bocca al lupo per ciò su cui stai lavorando!

      Rispondi
  4. paola
    23 maggio 2017 alle 14:09

    è proprio quello su cui sto lavorando…bellissima rubrica

    Rispondi
    1. Annalisa
      24 maggio 2017 alle 15:30

      Grazie Paola.

      Sono contenta che la rubrica ti piaccia e mi fa piacere sapere che ti sei ritrovata in ciò che ho scritto.

      Rispondi
  5. Arianna
    30 maggio 2017 alle 17:52

    Non avevo mai pensato alle emozioni come difesa.
    Le ho sempre pensate come reazione ad un fatto positivo o negativo.
    Le mie emozioni in questo momento sono contrastanti, mi sembra di stare sulle montagne russe a volte. Perché vivo all´estero ma vorrei tornare in Italia.
    Proveró a fare il suo esercizio. Grazie per questo post 🙂

    Rispondi
  6. Deborah
    31 maggio 2017 alle 16:52

    credo che sia molto utile dare a tutti gli strumenti per capire e gestire le emozioni…

    non è facile essere in grado di vedere sempre e solo il lato positivo delle cose. E’ un percorso bello da fare che passa attraverso la conoscenza di se stessi.

    http://www.happilysurviving.com

    Rispondi
    1. Annalisa
      14 giugno 2017 alle 11:19

      Grazie Deborah,

      condivido la tua importante osservazione!

      Rispondi
  7. Camilla
    17 giugno 2017 alle 13:24

    tutto vero, sono d’accordo, ma certe emozioni preferirei non provarle 🙁

    Rispondi

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